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#UpliftingMinds Women’s Run

Dal  1 settembre e fino al 10 settembre partecipa alla #UpliftingMinds Women’s Run.
Una corsa unica. Organizzata da ASICS per tutte le donne al mondo.Obiettivo? Raccogliere più chilometri possibili.
Non c’è una finish line, ne una distanza, ne un tempo. L’unica cosa che conta è celebrare il movimento al femminile tutte insieme, #UpliftingMinds delle donne in ogni parte del mondo. 
Partecipiamo come Correre al Femminile, invitando le nostre amiche a unirsi a noi correndo o camminando. L’importante è muoverci… insieme!!!

Informazioni generali:
➡️  Iscriviti a partire da mercoledì 1 settembre utilizzando questo link https://asics.tv/UpliftingMindsWomensRun

➡️ Corri o cammina e usa il tool Mind Uplifter prima e dopo la tua attività per vedere l’effetto che ha avuto sulla tua mente. https://minduplifter.asics.com

➡️ Come inserire la distanza che hai percorso? La distanza percorsa si inserisce manualmente poi si carica una foto o lo schermata del tuo dispositivo (ad esempio l’orologio GPS) che mostra la distanza. 
➡️ Dopo aver finito, condividi l’effetto positivo che la corsa ha sulla tua mente usando #UpliftingMinds su Instagram menziona @correrealfemminile e @asicsfrontrunner e nomina altre donne a partecipare.Dal nostro account @correrealfemminile verrai condivisa, ricordati di avere l’account Instagram impostato su Pubblico ( e non privato)
Avrai la possibilità di vedere l’uplift totale dell’intero evento dopo i 10 giorni controllando la World Uplift Map > selezionando l’evento #UpliftingMinds Women’s Run. 

https://minduplifter.asics.com/world-uplift-map

Vi piace correre davvero?

Ieri, mentre facevo un po’ di scrolling sui social, mi sono imbattuta in una pubblicità che ha attirato la mia attenzione. Era una pubblicità per un’app di corsa.

In un video due donne dalll’aspetto leggermente “fuori” si presentavano davanti ad un green screen con una fila di tapis roulant proiettati sullo sfondo.

Ciò che ha attirato la mia attenzione è stata la prima frase della pubblicità:                                           

Per chi non ama correre, questa app è fantastica…”

Questo sarà un post breve perché il mio unico messaggio è questo:

Se non vi piace correre, non correre.

Il movimento fisico, lo sport e la corsa è un momento per me. Per pensare, organizzare, inventare. E’ sempre una gioia. Adoro andare in bicicletta perché mi porta in posti che mi ricordano i luoghi ed i profumi della mia infanzia in California. Nuotare in acque libere è la stessa cosa; ho passato tanti momenti da adolescente a fare surf nelle acque gelide dell’Oceano Pacifico. Quando sento l’odore pungente di iodio sono già pronta a tuffarmi. Correre è un misto di emozioni che vanno dalla felicità alla frustrazione e di nuovo a uno sballo di endorfine (si spera!) Se sono fortunata le sento tutte e tre nell’arco di quaranta minuti.

Quando qualcuno viene da me per iniziare un programma di corsa, chiedo che lo seguono per un minimo di otto settimane (ventiquattro allenamenti). Dopo due mesi saranno in grado di correre per cinque chilometri e poi potranno decidere se la corsa è un’attività che vogliono continuare a praticare. Alcuni vanno avanti per tutta la vita, altri non si sentono di continuare e anche questo va benissimo. Ci sono così tanti sport e programmi di movimento divertenti e meravigliosi da scoprire, perché insistere a fare qualcosa che non vi dà soddisfazione?

Siete preoccupati di trovare un’attività che brucia il massimo delle calorie? Qualsiasi sport o movimento lo farà se contemporaneamente vi state divertendo. 

L’importante è trovare l’attività che fa per voi, che si tratti box, yoga, pattinaggio, trekking, tiptap o Crossfit. Va tutto bene il movimento è un piacere. 

Scoprite il nostro corso 5km per principianti potete su questa pagina.

I Corsi di maggio

Fai squadra con noi, i nostri corsi ripartono il 17 maggio.


Entra in Correre al Femminile, il primo è unico corso di corsa online tutto al femminile ideato e realizzato da Julia Jones, allenatrice di corsa con 30 anni di esperienza.

Parti da 0?
Scegli il Corso 5km per principianti
1 settimana di preparazione mentale + 8 settimane di allenamenti.
3 allenamenti a settimana
1 Corso in piattaforma

Corri già 5km?
Scegli il Corso 10Km
8 settimane di allenamenti.
3 allenamenti a settimana
1 Corso in piattaforma

Ti alleni da sola, nel giorno e orario che preferisci, e condividi con la squadra nel gruppo chiuso di Facebook.

Un TEAM di esperte pronte a seguirti
Julia Jones Ideatrice e Running Coach del corso
Alessia Sergon Chinesiologa
Elena Araldi Dott.ssa Nutrizionista

I corsi cominciano il 17 maggio 2021.
Fai squadra con noi
Troverete tutti i Corsi in questo link.

Donne di Corsa

“Donne di corsa” è un progetto della maratona di Reggio Emilia per portare le donne a correre la distanza regina della maratona alla fine del 2021. 

Il programma include: 

  • l’allenatrice Julia Jones (moi!)  che vi seguirà negli allenamenti per arrivare completare la maratona a dicembre con successo. 
  • Il supporto della dott.ssa Valentina Pellegrino specializzata in PsicologiaCognitiva Comportamentale. 
  • Seminari mensili con la dietista Valentina Masi che si occupa in particolare di alimentazione femminile e sport.
  • Il supporto dell’equipe di Fisioterapisti di Fisiokiné 
  • sconti su abbigliamento e scarpe Diadora 

Con allenamenti individualizzati, una dietista, una psicologa, e un gruppo di fisioterapisti a disposizione, il successo è garantito. 

Per aderire al progetto leggete il regolamento sul sito (link) o mandate una email a info@tricoloresportmarathon.it 

Generazione R(unning)

Nel mese di ottobre abbiamo chiesto chi fosse interessato a partecipare in un progetto al femminile per la rivista Correre. Cercavamo quattro donne di varie età che si mettevano a disposizione per tre mesi, correndo ovviamente.

Il progetto parte ufficialmente domani e si chiama Generazione R(unning). Per i primi tre mesi seguiamo gli allenamenti della Runner Carmela Carfagnini selezionata fra la fascia delle ventenni che si sono proposte.

Ogni mese troverete le interviste di Maria Comotti. Gennaio inizia in grande con suggerimenti sul “organizzazione” di Gemma de Francesco di Business for Lady

Potete leggere qualche altra notizia del progetto a questa pagina del sito della rivista Correre. Per il servizio completo troverete la rivista in edicola o online.

Quando avete poco tempo per correre

All’inizio di ogni mese sul Diario di Corsa c’è un pensiero o un consiglio specifico al periodo. Nell’edizione 2021 la scritta di aprile potrebbe andare bene anche per dicembre. Se avete poco tempo per allenarvi durante le prossime feste di Natale leggete perché sarà utile.

Ho un motto che ripeto spesso: “any running is good running”, ovvero qualsiasi tempo o distanza correndo è una corsa che va bene. Devo dire che nella mia testa suona meglio in inglese ma vi spiego il concetto.

Mettiamo che abbiamo un obiettivo di una certa distanza, dieci chilometri ad esempio. Abbiamo un programma da seguire e tre o quattro volte alla settimane infiliamo le scarpe da corsa per uscire e completare l’allenamento. Per le prime quattro settimane tutto fila liscio, ma poi nella quinta settimana c’è un compleanno in famiglia (ci vuole tempo per preparare la torta), facciamo tardi al lavoro (può capitare), o semplicemente non ci siamo organizzati bene e ci troviamo a corto di tempo per l’allenamento.

Nel non riuscire a seguire gli allenamenti scritti alcuni potrebbero andare in tilt e pensare che è andata tutta all’aria. Entra in azione il motto citato sopra. Se comunque correte anche per pochi minuti, non perderete la forma e condizione ottenuto fino a quel momento quanto se non aveste fatto niente. Vi propongo di fare una corsa molto breve, anche di pochi minuti. Il segreto della corsa super breve è che deve essere intensa. Riscaldatevi sempre con un chilometro di corsa lenta e poi aggiungete a scelta:

  • un chilometro a ritmo veloce
  • 2 x 500mt al massimo, rec. 2’00” da fermo o camminando
  • 10 x 100mt allunghi sprint, rec. 30” da fermo o camminando

Oltre a mantenervi in forma fino a quanto potrete ritornare al vostro programma regolare, vi regala belle sensazioni per il resto della giornata.

Vestirsi per correre al freddo

Ricevo quasi ogni giorno un email pubblicitario sull’abbigliamento invernale per correre. Le modelle nelle fotografie sono tutte vestite in modo perfetto, incluso la pettinatura con codino. Oggi va “di moda” vestirsi bene per uscire a correre, ma ho anche trovato molte donne che si sentono impediti dall’uscire da novembre a febbraio perché non hanno l’abbigliamento “giusto”. Magari ce l’hanno ma non è quella della rivista di corsa-moda.

Così, mentre allenavo un gruppo l’altra sera alle ore 19.00 ho scattato due foto per mostrarvi come ci si veste realmente per correre d’inverno. Questa poi era una serata particolarmente fresca a 3°c e molta umidità.

  • Prima di tutto a strati, tre per la precisione. Il primo strato sarà una maglia intima che allontana il sudore dalla pelle. Io uso questa della UYN perchè la trovo dello spessore perfetto per tenermi caldo e contemporaneamente non scaldarmi troppo. Maniche lunghe o corte sarà una vostra scelta personale.
  • Il secondo stratto è una maglia a maniche lunghe per trattenere il calore.
  • Il terzo strato è quello esterno per proteggervi dal vento, umido ed eventuale pioggia. Utilizzo molto volentieri un gilet anzichè una giacca propria (per non surriscaldarmi) e insisto sempre su un modello con tasche per poter mettere dentro…di tutto!
  • Cappellini o fascia per le orecchie in pile
  • Fascia per il collo (opzionale)
  • Calzini con un spessore da tenervi caldi i piedi
  • guanti in pile o lana!

Un’ultima nota suoi prezzi: per l’abbigliamento sportivo invernale costa un po’ di più ma sono articoli che durano per anni. Letteralmente. Ho un bellissimo completino (pantalone invernale, secondo strato e giacca) che ho comprato sedici anni fa e continuo a usare. Consideratelo un investimento!

Diario di una sportiva

Francesca Schioppo ha partecipato al Corso 5km nell’autunno 2020. Ecco la sua testimonianza

Sette settimane fa ho ripreso a prendermi cura del mio corpo in modo serio. In questi ultimi 3 anni mi sono presa cura di tante cose, un po’ meno di lui, di me. È stata una mia scelta per carità, ma ogni scelta dà e prende.

Sette settimane fa ho iniziato il Corso di 5km. Quando l’ho raccontato qualcuno si è messo a ridere “un corso per imparare a correre?”. Sì. A me piacciono i corsi, mi catapultano nelle nuove vite meravigliose che incontro, e un po’ più a fondo nella mia. Oggi abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, correre i 5km. Non è tanto per uno sportivo, ma per me che sono sempre principiante, sì.

Il punto non è questo però. Per me è importante ripartire da zero, ad un certo punto rimettermi in gioco dal principio per fortificarmi e non avere paura della coerenza con il mio sé.

Nel mio lavoro utilizzo molto uno strumento chiamato customer journey — il percorso dell’utente — per capire cosa sente un individuo quando avverte un bisogno, cosa vede, come si muove per soddisfarlo, cosa cerca, cosa prova e quali sono le sfide che incontra per riuscire nella sua impresa. Oggi mentre correvo ho iniziato a pensare alla corsa come una journey, l’utente ero io e questa è la mia mappa:

1° km: inizia l’avventura, so che voglio farcela ma non so cosa ci sarà lungo la strada. Sono contenitiva come un animale che si preserva e scandisco i passi per allinearmi al mio respiro.

2° km: gambe pesanti, i ‘terribili due’ esistono anche nella corsa dannazione!

3° km: al terzo km sono passata per un luogo, Piazzale Diaz, dove tre anni fa ho fatto la mia prima 5km alle 5 di mattina. Appena supero il terzo chilometro ho la certezza che non mi fermerò, eh no ora non posso più sarebbe un peccato a questo punto! È il momento marzulliano, inizio a parlare con me stessa.

4° km: al km 3.99 penso che potrò arrivare ovunque lo vorrò, 5-10-20… posso volare se mi impegno

5° km: fisso l’orologio e non c’è più il futuro. Mi godo il qui ed ora. Il fiato, l’assenza di fiato, l’aria ovunque!

Oggi era la mia prima 5km e il mio primo giorno di ciclo. Una carica di desiderio nelle fibre e una secchiata di stanchezza rovesciata addosso, un cortocircuito insomma. In altri tempi avrei rimandato la corsa ‘per farla meglio dopo il ciclo’. Ma il parkour mi ha insegnato l’adattamento continuo e reciproco, a disegnare il mio percorso e a disegnarlo ricorsivamente senza deludermi mai; a iniziare insieme e finire insieme, ma anche a prendermi il mio tempo. Oggi mi sono allenata con la mia femminilità, ascoltandola non proteggendola, facendo insieme quello che ci andava di fare, complici senza meglio e senza peggio. È stato bello. E pensare che l’iconografia mediatica del Parkour lo associa ancora ad uno sport da maschi.

Un altro sport che oggi mi ha aiutata a partire è stata la scherma. La scherma mi ha insegnato davvero tante cose, forse soprattutto ad avere il coraggio dell’intenzione: se vuoi partire (l’attacco) l’intenzione deve essere chiara, devi prendere il ferro dell’avversario chiaramente e fare quel primo passo marcatamente prima dell’altro schermitore, altrimenti la tua intenzione non sarà chiara all’arbitro. Comunica le tue intenzioni, per averle chiare a te. E poi la parata, il colpo fuori bersaglio, la mossa di ‘legare il ferro dell’avversario al tuo’ (non andarci contro), la pedana come spazio fisico e mentale in cui imparare a gestirsi e a muoversi. Come nella disciplina con cui lavoro ogni giorno, i vincoli stressano il processo creativo per ottenere risultati imprevedibili. (Conditional design)

Oggi ho corso con quello che ho imparato da tutte queste discipline, e con la consapevolezza che sto imparando dal mio primo corso di corsa. La corsa mi ha sempre accompagnata, senza troppe pretese, nei momenti in cui gridava in me il bisogno di muovermi ma anche quello di liberarmi dalle discipline, dal fuori confort, dagli altri me, un ritorno alla casa-base. Mi sta insegnando che il sentirmi confortevole è uno dei bisogni primari che devo ascoltare, mi riporta alla mia velocità, al mio passo, e in queste settimane mi ha svelato anche cosa vuol dire “avere l’amico con cui correre”, la ricerca che nel mio intimo ho iniziato da più tempo a questa parte. Mi apre ai fuori pista ed è stata la prima che mi ha suggerito l’idea di esplorare le città con il movimento.

Tutte queste discipline sportive mi allenano ogni giorno alla pazienza e al valore bellissimo di questo termine. Vorrei che negli incubatori di startup si parlasse più di pazienza che di determinazione, ma questa è un’altra storia.

Ps. Questa non è una chiamata alle armi contro i dpcm, non sopporto il dover sentir parlare dell’impedimento ad allenarci come di una limitazione alla libertà di movimento; penso che lo sport sia come un framework, un’architettura logica di supporto sulla quale progettiamo il nostro essere, composta da concetti, pratiche, rituali, principi e dalle relazioni tra essi. Chiudere palestre o limitare gli allenamenti all’esterno è qualcosa che possiamo affrontare proprio grazie a questa architettura costruita nel tempo, per questo l’educazione al movimento è importante e va incentivata negli ambienti educativi. Ma sempre proprio per questo è anche il miglior strumento mentale che abbiamo per essere adattivi e forti di fronte alle circostanze restrittive.

Cogliamo l’occasione per un cambiamento positivo! Grazie ai miei maestri che lo fanno con fermezza!

Francesca Schioppo

Gare al femminile

Mercoledì 25 novembre, in occasione Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si organizzano in Italia due manifestazioni di corsa. Ecco le informazioni per partecipare alla Strawoman e la Women in Run:

Strawoman celebra i suoi dieci anni con una versione virtuale della gara. Avete sino al 18 novembre per iscrivervi online per ricevere a casa il pettorale e maglietta dedicata. Stawoman Virtual Edition può essere corso in qualsiasi momento dal 22 al 29 novembre. Non ci sono limiti di distanza e potete scegliere di camminare o correre. Per informazioni ed iscrizioni andata al Sito Strawoman

Women in Run propone un’unica data per l’evento 2020: il 29 novembre. Iscrivendosi si riceverà una maglietta ASICS targata WIR per la vostra corsa virtuale. Anche qui, non ci sono limiti di distanza e modalità di corsa. Per iscrizione potete andare su questa pagina ENDU.

Il sorpasso rosa

L’anno scorso su La Repubblica è apparso un articolo dal titolo “Running, sorpasso rosa: nel mondo hanno corso più donne che uomini”.  Sono una donna e, per giunta, corro. “Di corsa” sono andata a leggerlo. Si faceva riferimento ad una ricerca pubblicata da RunRepeat:  “Lo stato della corsa 2019“.

Leggendo l’articolo mi sono accorta che erano più interessanti altre statistiche a cui non era stato dato l’opportuno rilievo. Ecco quattro grafici che condivido con voi:

Il primo prende in esame i primi e gli ultimi paesi in relazione a rapporto tra runners maschili e femminili.  Le donne di Islanda, Stati Uniti, Canada, Irlanda ed Australia superano tutti il 50% , mentre fanalini di coda sono Svizzera, Giappone, India, Korea ed, ahimè, l’Italia.

Questo grafico rappresenta i tempi finali in maratona per age group delle donne degli ultimi trent’anni. La cosa interessante è che sino a sessant’anni le prestazioni sono abbastanza simili.  Questo significa che, se reggete sino a sessant’anni, potrete in seguito rallentare con la coscienza a posto!

Nel grafico sono rappresentate le velocità medie (in miglia orarie)  nelle quattro distanze principali della corsa prolungata, dai 5km alla maratona, suddivisi per gruppi d’età.   Il dato più interessante è costituito dalla colonnina rossa che rappresenta la mezza maratona. Lungo le varie età rimane la distanza con la velocità media più elevata.

Questo grafico riproduce l’andamento dei tempi medi di tutti i partecipanti sulla distanza di maratona nel mondo dal 1986 in poi. Costante il  declino sino al 2000 (essenzialmente a causa della presenza sempre più cospicua dei master. Negli ultimi venti anni il trend si è stabilizzato. Meno male!